Terapie oncologiche: qual è l’alimentazione corretta da seguire?

L’approccio alimentare durante le fasi di terapia oncologica, spesso non viene sufficientemente  preso in considerazione. Molti oncologi infatti non hanno risposte adeguate alle domande poste dai loro pazienti in merito a questo tema.

Vi è comunque un dato certo, ovvero che chi è in sovrappeso si ammala di più di “vari tumori” e ha prognosi peggiori. Meglio quindi come principio di base, mantenersi in uno stato di normo peso. Le cellule tumorali che “viaggiano nei vasi sanguigni e linfatici” hanno maggior possibilità di aumentare e crescere se nel loro cammino trovano un terreno fertile. Le cellule hanno la capacità di “suicidarsi” grazie ad un processo che si chiama apoptosi quando non sono sane e questo fenomeno viene facilitato dall’ambiente circostante in cui vivono. Perché si sviluppino tumori con maggior facilità, il nostro ambiente interno deve essere ricco di :

GLUCOSIO di cui le cellule tumorali sono ghiotte;

FATTORI DI CRESCITA (gli stessi fattori che fanno crescere i bambini e riparare le ferite …ma in misura maggiore),

MOLECOLE DELL’INFIAMMAZIONE,  perché pur essendo un sistema di difesa dell’organismo, esse stimolano la proliferazione cellulare.

Molti studi hanno dimostrato che nei pazienti oncologici che presentano alti livelli di glicemia, di indicatori dell’infiammazione (PCR), e di un’alta concentrazione plasmatica di fattori di crescita ( per esempio insulina e IGF1), vi è una prognosi peggiore. E’ dunque molto importante operare su questi fattori attraverso l’alimentazione.  

Fra le prime azioni da effettuare vi è:

TENERE BASSA LA GLICEMIA, pertanto è necessario evitare le farine raffinate, il pane bianco, i dolciumi industriali, le patate, il riso bianco, i fiocchi di mais e la frutta zuccherina. Evitare lo zucchero e lo sciroppo di glucosio e di fruttosio ed abituarsi a gusti meno dolci. 

Secondariamente TENERE BASSA L’INSULINA poiché questo ormone stimola la produzione cellulare. Evitare dunque i cibi che la innalzano come il latte, il burro, lo zucchero e il fruttosio e d i cibi con sapori molto dolci.

TENERE BASSI I FATTORI DI CRESCITA ovvero limitare il latte e i latticini e tutti i prodotti con proteine animali, preferendo le proteine vegetali ed il pesce.

TENERE BASSI I LIVELLI DI INFIAMMAZIONE, quindi diminuire le proteine animali soprattutto gli insaccati e i cibi ad alto indice glicemico.

LIMITARE L’USO DI CIBI RICCHI DI POLIAMINE, come arance, pompelmi, pomodori, melanzane, peperoni, banane, kiwi, frutti tropicali.

Risultano invece avere un azione antinfiammatoria: i cereali integrali con basso indice glicemico, i frutti rossi, le mele, i semi di lino, la soia non ogm, la borragine, l’erba porcellana e tutti i vegetali ad eccezione delle solanacee. Come fattori proteici i legumi ed il pesce sono i maggiormente indicati.

Fonti  

MEDICINA DA MANGIARE  di Franco Berrino

Paola Chilò
Paola Chilò

Naturopata ed esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomatico. Una sosta nella scienza ufficiale (scienze biologiche) le ha permesso di considerare l’uomo da un punto di vista microscopico. La passione per la natura, la filosofia e la psicologia di unire il microscopico con qualche cosa di più grande: il macrocosmo. È associata alla Federazione Italiana Naturopati Riza ed iscritta al Registro Regionali degli operatori in Biodiscipline Naturali. È specializzata anche in “strumentazione bioenergetica per la prevenzione e cura delle intolleranze alimentari con la tecnica EAV”, kinesiologia Applicata, Erboristeria Stagionale, Oligoelementi e Vitamine, Erboristeria/floriterapia, Tecnica Metamorfica e Tecnica di Theta Healing. Da anni scrive su un mensile distribuito localmente e conduce seminari e conferenze sull’uso consapevole dell’alimentazione e delle erbe come strumento di prevenzione e mantenimento della salute, partecipando ad eventi di informazione patrocinati dal consiglio di zona e diretti dall’istituto Don Gnocchi di Milano.

Riceve nel suo studio di Milano in via Terruggia 1.

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