Molte condizioni del nostro organismo non si manifestano subito in modo evidente.
A volte il corpo continua a funzionare apparentemente bene mentre, in profondità, alcuni meccanismi iniziano lentamente a perdere equilibrio. È il caso dell’infiammazione cronica di basso grado, una condizione sempre più centrale nella medicina moderna e nella prevenzione.
Ne abbiamo parlato con il professor Giuseppe Di Fede, Direttore Sanitario e scientifico di Imbio, Imbiolab e Imbio Academy esperto in medicina preventiva, terapie integrate, infiammazione e neurodegenerazione genetica e farmacogenomica.
Uno dei passaggi più interessanti emersi durante l’intervista riguarda proprio il significato moderno della parola salute.
Come ci fa osservare Di Fede, oggi non basta più considerare la salute come semplice assenza di malattia. La vera sfida è mantenere nel tempo capacità di adattamento, equilibrio biologico e resilienza dell’organismo.
L’infiammazione che non si vede
Quando si parla di infiammazione si pensa subito a dolore, febbre o infezioni acute.
L’infiammazione di basso grado funziona invece in modo molto diverso.
Si tratta di una condizione persistente e silenziosa che può rimanere attiva per anni senza sintomi evidenti, ma contribuendo progressivamente a una sensazione generale di affaticamento fisico e mentale.
Nella pratica clinica emergono spesso persone che si sentono meno performanti rispetto al passato, con sonno meno ristoratore, difficoltà di recupero, alterazioni intestinali, maggiore vulnerabilità allo stress o una generale sensazione di “spegnimento” dell’energia.
Alimentazione, stress e stile di vita
Alimentazione altamente processata, stress cronico, ritmi alterati e sonno insufficiente possono favorire nel tempo uno stato infiammatorio di basso grado.
Particolare attenzione viene oggi posta anche all’equilibrio tra omega-3 e omega-6, acidi grassi coinvolti nella regolazione dei processi infiammatori.
La medicina dei sistemi osserva infatti il corpo come una rete biologica interconnessa, in cui alimentazione, ambiente, genetica e stile di vita dialogano continuamente tra loro.
L’idea centrale è che l’organismo riesca spesso a compensare per lungo tempo, fino a quando questo equilibrio inizia progressivamente a indebolirsi.
Il “fuoco silenzioso” che consuma energia
Anche il rapporto tra infiammazione e cortisolo riveste una particolare importanza.
Il cortisolo è un ormone fondamentale per energia, attenzione e capacità di risposta allo stress. Quando però il corpo deve continuamente contenere un’infiammazione cronica, parte delle sue risorse biologiche viene utilizzata per mantenere sotto controllo questo stato infiammatorio.
Come ci spiega Di Fede, il risultato può essere una progressiva sensazione di esaurimento.
La persona dorme ma non recupera davvero. Possono comparire brain fog, insonnia, difficoltà di concentrazione e una ridotta capacità di gestione mentale ed emotiva delle attività quotidiane.
Una visione più ampia della prevenzione
Secondo questa prospettiva, il sintomo rappresenta spesso il punto finale di un processo iniziato molto tempo prima.
Per questo oggi si parla sempre più di epigenetica, vulnerabilità individuali e prevenzione personalizzata.
Genetica, alimentazione, qualità del sonno, ambiente e stress possono infatti influenzare profondamente il modo in cui l’organismo reagisce nel tempo.
Il concetto di prevenzione cambia così significato: non solo individuare precocemente una malattia, ma riconoscere molto prima gli squilibri che potrebbero favorirne la comparsa.
Imparare ad ascoltare il corpo
Il messaggio finale emerso durante l’intervista è chiaro: il corpo comunica molto prima della comparsa di una patologia evidente.
Alterazioni del sonno, stanchezza persistente, cambiamenti intestinali, minore lucidità mentale o difficoltà di recupero non dovrebbero essere automaticamente banalizzati.
Prendersi cura della salute significa anche sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri segnali biologici e comprendere che stare bene non vuol dire soltanto “non essere malati”, ma mantenere nel tempo equilibrio, adattamento e capacità di risposta dell’organismo.




