Ogni giorno il nostro organismo affronta piccole e grandi sfide: una giornata intensa, una notte con poco sonno, un periodo di lavoro particolarmente impegnativo, un problema familiare o semplicemente i ritmi della vita quotidiana.
Lo stress fa parte della vita e, contrariamente a quanto spesso si pensa, non è sempre un nemico.
Il nostro organismo è progettato per affrontarlo.
Il vero problema nasce quando non riesce più a recuperare.
Nel tempo, infatti, il nostro corpo può perdere parte della sua capacità di adattarsi alle continue richieste della vita quotidiana. È proprio questa riduzione dell’adattabilità che, secondo la ricerca, può rappresentare uno dei primi segnali di uno squilibrio ancora invisibile agli esami tradizionali.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Giuseppe Gancitano, medico militare ed esperto di regolazione psicofisiologica, HRV e performance integrata.
Lo stress non è il nemico
Quando sentiamo parlare di stress tendiamo ad associarlo immediatamente a qualcosa di negativo.
In realtà è una risposta fisiologica indispensabile.
«Il problema non è attivarsi», spiega il Dott. Gancitano. «Il problema è non riuscire più a passare dalla fase di attivazione a quella di recupero.»
È come se il motore rimanesse acceso anche quando non ce n’è più bisogno.
Nel tempo questa condizione può mettere sotto pressione l’organismo, riducendo progressivamente la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti e di mantenere il proprio equilibrio.
L’adattabilità è un indicatore di salute
Per il Dott. Gancitano, la salute non coincide semplicemente con l’assenza di una malattia.
Un organismo in salute è soprattutto un organismo capace di adattarsi ai continui cambiamenti che incontra ogni giorno: uno sforzo fisico, una notte insonne, una situazione emotivamente impegnativa o un periodo di intenso lavoro.
Quando questa capacità si riduce, il corpo continua spesso a funzionare apparentemente bene, ma inizia a perdere quella flessibilità biologica che gli permette di recuperare e mantenere il proprio equilibrio.
I primi segnali non vanno ignorati
Il passaggio dalla salute alla malattia non avviene da un giorno all’altro.
Molto spesso il corpo invia segnali inizialmente poco specifici: stanchezza persistente, sonno poco ristoratore, difficoltà di concentrazione, piccoli disturbi gastrointestinali o la sensazione di non recuperare energie, anche dopo il riposo.
Presi singolarmente possono sembrare disturbi banali.
Osservati nel loro insieme, però, possono rappresentare il modo con cui l’organismo comunica che sta facendo sempre più fatica ad adattarsi alle richieste della vita quotidiana.
Guardare oltre gli esami
Uno degli aspetti più interessanti affrontati durante l’intervista riguarda la possibilità di osservare il funzionamento dell’organismo prima che compaia una patologia conclamata.
Tra gli strumenti oggi disponibili c’è anche la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), un parametro che misura le piccole variazioni tra un battito e l’altro e che offre informazioni preziose sul dialogo tra cuore e sistema nervoso.
Come sottolinea il Dott. Gancitano, questi strumenti non sostituiscono la visita medica o gli esami tradizionali, ma possono integrarli, aiutando il professionista a comprendere come il corpo sta reagendo ai carichi quotidiani.
L’HRV rappresenta infatti uno degli strumenti oggi disponibili per valutare proprio la capacità dell’organismo di adattarsi agli stimoli interni ed esterni, offrendo una fotografia del suo equilibrio funzionale.
Il recupero fa parte della prevenzione
Dormire bene, respirare correttamente, praticare attività fisica e seguire uno stile di vita equilibrato non sono semplici consigli di buon senso.
Sono strumenti che permettono al sistema nervoso di recuperare dopo le richieste della giornata e di conservare quella flessibilità che rende il nostro organismo capace di affrontare nuovi stimoli.
La respirazione, ad esempio, può modulare volontariamente il dialogo tra cuore e sistema nervoso, mentre un sonno di qualità consente all’organismo di svolgere quei processi di recupero indispensabili per il benessere generale.
Non esistono soluzioni immediate.
Sono le abitudini quotidiane, mantenute nel tempo, a fare la differenza.
La prevenzione inizia prima della malattia
La medicina dispone oggi di strumenti sempre più sofisticati per osservare il funzionamento dell’organismo.
Ma il messaggio più importante dell’intervista è forse un altro.
La vera prevenzione inizia quando impariamo a riconoscere i piccoli segnali che il nostro organismo ci invia, molto prima che compaiano sintomi importanti o una malattia conclamata.
Significa imparare ad ascoltare il proprio corpo quando comincia a chiedere una pausa, quando il recupero diventa più difficile e quando piccoli segnali iniziano a ripetersi nel tempo.
Perché, come ricorda il Dott. Gancitano, «Il problema non è lo stress. Il problema è non riuscire più a spegnere il motore.»
Ed è proprio la capacità di alternare attivazione e recupero che permette all’organismo di conservare quella straordinaria adattabilità che rappresenta uno dei pilastri della salute.
Chi è il Dott. Giuseppe Gancitano
Il Dott. Giuseppe Gancitano Medico Militare specializzato in Medicina del Lavoro e Fitoterapia Clinica. Esperto di medicina integrata, funzionalità psico-somatica, variabilità della frequenza cardiaca (HRV), regolazione neurovegetativa e performance psicofisica.
Si occupa della valutazione e miglioramento della performance in ambito sportivo, militare e lavorativo.




