“Nulla accade se prima non si sogna”. È questa la filosofia che ha guidato Giorgio Terziani, professore in discipline del benessere alla St. George School di Brescia, in un percorso professionale straordinario: da militare di carriera per 14 anni a pioniere della medicina ortomolecolare e della ricerca nutraceutica in Italia.
Ecco la sua intervista:
Una promessa al capezzale
Il punto di svolta arriva nel 1991, al ritorno dalla Guerra del Golfo Persico. Terziani, allora ventisettenne, si ritrova senza casa e con tutti i risparmi bruciati. In una situazione familiare difficile, al capezzale della madre, fa una promessa che cambierà la sua vita: renderla felice, costi quel che costi.
“Vivevo in una casetta di 40 metri quadri senza acqua calda né riscaldamento”, racconta. “Sapevo che con lo stipendio della Marina Militare non avrei potuto cambiare davvero la mia vita”. Così, nel 1996, pur continuando a lavorare tutto il giorno al comando con l’ammiraglio, la sera si rimette giacca e cravatta e inizia a vendere idrosistemi porta a porta.
La scoperta dell’inquinamento domestico
È proprio in quelle visite serali nelle case degli italiani che nasce la sua passione per la salute e la prevenzione. “Parlavo di inquinamento domestico: formaldeide, acari, polveri, disinfettanti chimici. C’era tantissima ignoranza su queste problematiche”, spiega Terziani. “Le persone non conoscevano tutto quello che in casa aumenta l’inquinamento e danneggia la salute”.
Questa scoperta lo spinge ad approfondire, a leggere, a studiare. Finché un grave incidente stradale, due vertebre rotte, tre cervicali lesionate, emorragia interna, diventa paradossalmente l’occasione definitiva per il cambiamento.
L’incontro con la medicina ortomolecolare
Dal letto d’ospedale, Terziani decide di lasciare la carriera militare. Richiede l’aspettativa, crea un’azienda e scopre un prodotto nutraceutico che, secondo la sua esperienza personale, lo aiuta nel recupero: Cellfood, un integratore a base di ossigeno.
Nel 2000 partecipa al primo corso di medicina ortomolecolare a Milano, un approccio terapeutico che privilegia l’uso di sostanze naturalmente presenti nell’organismo e che, va detto, non è unanimemente riconosciuto dalla comunità medica tradizionale. “Fu un salto quantico”, racconta. “Capii che tutto quello che mi avevano insegnato era un granello di sabbia. Iniziai a comprendere quanto ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo e pensiamo influenzi la nostra salute a livello cellulare”.
Terziani si definisce un pioniere: “Nessuno parlava di ossigeno cellulare, di mitocondri, di impatto ambientale e della responsabilità verso le future generazioni”. Temi che oggi sono al centro del dibattito sulla medicina preventiva e funzionale.

Dalla ricerca di base alla pratica clinica
Il passaggio dalla teoria alla pratica avviene, secondo Terziani, attraverso collaborazioni con università italiane. Un informatore medico scientifico portò il Cellfood all’attenzione del professor Marco Longo dell’Università di Siena, che lo testò su pazienti affette da fibromialgia che non rispondevano più alle terapie convenzionali.
“I risultati furono straordinari”, afferma Terziani. “Riuscimmo ad abbassare fino al 40-50% il dolore quotidiano di queste pazienti”. Questo studio attirò l’interesse del professor Canestrari dell’Università di Urbino, che avviò ricerche in vitro sulla protezione dal danno ossidativo.
Nel 2002 Terziani collabora con la professoressa Mariantonia Ferrero del San Raffaele di Milano, che successivamente pubblicò uno studio sulle cellule endoteliali e sull’aumento della superossido dismutasi, un enzima antiossidante chiave, indotto da CellFood. Successivamente furono condotti studi su oltre 250 pazienti con patologie neurodegenerative.
I principi della nutraceutica ortomolecolare
I nutraceutici trattati da Terziani si basano su due principi fondamentali:
- Riprogrammazione cellulare epigenetica: correzione degli errori epigenetici attraverso la rimetilazione del DNA e l’apporto di nutrienti specifici, un approccio ancora oggetto di dibattito scientifico
- Riattivazione mitocondriale: lavorare sull’ipossia (carenza di ossigeno) cellulare, un fattore che ricerche recenti, tra cui studi premiati con il Nobel per la Medicina 2019, hanno correlato a vari processi patologici
“Non sostituiscono le terapie standard”, precisa Terziani, “ma offrono un supporto importante alle cure convenzionali nelle patologie neurodegenerative”.
La scuola di alta formazione
Per colmare il divario tra quanto si insegna all’università e la pratica clinica, Terziani ha fondato una scuola di alta formazione rivolta a medici, nutrizionisti, farmacisti e operatori sanitari. I temi spaziano dall’epigenetica alla medicina funzionale, dalla nutraceutica alla biologia quantistica, quest’ultima un campo la cui applicazione alla medicina è ancora considerata sperimentale da gran parte della comunità scientifica. Ma le sfide non finiscono qui, “Dopo il Premio Nobel per la Fisica 2022 assegnato agli studi sull’entanglement quantistico, dobbiamo esplorare le possibili applicazioni in medicina”, sostiene. “L’obiettivo è intervenire prima possibile nella salute dei futuri genitori, prima del concepimento, per mettere al mondo bambini sani”.
Un grido d’allarme per la salute pubblica
Terziani cita dati che definisce allarmanti: secondo le sue affermazioni, in Italia il 40% della popolazione soffrirebbe di malattie croniche e neurodegenerative, con circa 12,5 milioni di italiani affetti da multimorbilità. “Nonostante le terapie, i numeri peggiorano. Ci concentriamo troppo su diagnosi e cura, troppo poco sulla prevenzione”, denuncia.
Particolarmente preoccupante, a suo avviso, è la situazione dei più giovani: “Bambini che nascono sempre più malati, con madri che iniziano a fumare giovanissime e assumono sostanze dannose in età adolescenziale. Cibo contaminato, aria inquinata. Che salute stiamo garantendo alle future generazioni?”.
“La vita è urgente”: un manifesto per il cambiamento
Tutte queste esperienze confluiscono nel libro autobiografico “La vita è urgente – Nulla accade se prima non si sogna”, disponibile in libreria e su Amazon. Un volume che mescola racconto personale, dall’infanzia povera quando andava in bottega a comprare a credito, alla ricerca scientifica, arricchito dalle testimonianze di oltre 40 medici.
“La vita è urgente perché oggi ci siamo, domani non si sa”, spiega l’autore. “Perché rimandare sempre? Dobbiamo vivere, amare, ringraziare oggi. Viviamo in un clima di invidia sociale e indifferenza. Dobbiamo ricominciare a sognare”.
Il messaggio finale è un appello alla responsabilità: “Abbiamo due lupi dentro di noi, uno buono e uno cattivo. Dipende da quale nutriamo. Dobbiamo fare i compiti a casa, leggere libri, scrivere a penna e non solo digitare, unire le forze. Andare nelle scuole, negli asili, nelle famiglie”.
Verso la medicina del futuro
La storia di Terziani rappresenta un esempio di come passione personale ed esperienza diretta possano convergere in un percorso dedicato alla prevenzione e al benessere. La sua testimonianza pone domande importanti sul modello sanitario attuale.
In un’epoca in cui le malattie croniche rappresentano la principale sfida per i sistemi sanitari mondiali, l’invito a investire in stili di vita sani, educazione alimentare e prevenzione ambientale merita ascolto e approfondimento critico, mantenendo sempre un dialogo aperto tra medicina convenzionale e approcci complementari.
Ascolta l’intervista a Giorgio Terziani
