Qi Gong: può il movimento lento aiutare davvero stress e recupero?

Respirazione, movimento lento e consapevolezza corporea: cosa può insegnarci oggi il Qi Gong sul benessere

Ci sono momenti in cui il corpo sembra non riuscire più a rallentare davvero.

Tensione costante, iperattivazione, difficoltà a recuperare energia, sonno meno rigenerante, affaticamento mentale. Sensazioni che oggi molte persone descrivono sempre più spesso, soprattutto in una quotidianità fatta di ritmi accelerati, stimoli continui e poco spazio per il recupero.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a osservare con crescente attenzione il ruolo del sistema nervoso autonomo, della respirazione e della regolazione dello stress nella salute generale della persona.

Parallelamente cresce anche l’interesse verso pratiche orientate alla consapevolezza corporea, alla respirazione e al movimento lento, come il Qi Gong, disciplina antica della tradizione cinese oggi riscoperta anche in Occidente.

Ne abbiamo parlato con Davide Ottolini, direttore didattico della scuola IOME, docente e operatore di Tuina, Shiatsu e Qi Gong.

Che cos’è il Qi Gong

Il termine “Qi Gong” significa letteralmente “lavoro sull’energia”.

Si tratta di una disciplina antica della tradizione cinese basata su movimenti lenti, respirazione e attenzione al corpo, con l’obiettivo di migliorare equilibrio fisico, emotivo e mentale.

Secondo Ottolini, una delle ragioni per cui oggi sempre più persone si avvicinano a questa pratica è proprio il bisogno crescente di recuperare un rapporto più consapevole con sé stessi e con il proprio ritmo biologico.

Il Qi Gong non punta alla performance fisica, ma alla qualità dell’ascolto corporeo.

Ed è proprio la lentezza del movimento a rappresentare uno degli elementi centrali della pratica.

Perché il movimento lento può aiutare il benessere

“Più il movimento è lento, più l’ascolto diventa profondo”, spiega Ottolini durante l’intervista.

Nel Qi Gong il corpo non viene spinto oltre il limite, ma accompagnato verso una maggiore percezione interna. La respirazione, associata ai movimenti e alle posture, diventa uno strumento per migliorare presenza mentale, rilassamento e regolazione emotiva.

Anche il diaframma assume un ruolo centrale.

Una respirazione più consapevole può infatti influenzare tensione muscolare, percezione dello stress e qualità del recupero psicofisico.

Secondo la visione della medicina tradizionale cinese, inoltre, gli organi non vengono considerati soltanto per la loro funzione biologica, ma anche per il loro legame con alcuni stati emotivi.

Qi Gong e gestione dello stress

Oggi molte persone vivono in uno stato di stimolazione continua, con ritmi che lasciano sempre meno spazio al recupero fisico e mentale.

Secondo Ottolini, il rischio è quello di cercare soluzioni rapide senza recuperare un vero rapporto con il proprio corpo e con i propri segnali interni.

Il Qi Gong propone invece un approccio diverso: rallentare, respirare e riportare attenzione al movimento e alla presenza corporea.

Anche solo pochi minuti al giorno, praticati con costanza, possono diventare uno spazio personale di riequilibrio e ascolto.

Una pratica accessibile a tutte le età

Uno dei punti di forza del Qi Gong è la sua accessibilità.

Non richiede particolari capacità atletiche e può essere praticato anche da persone che partono completamente da zero.

Secondo Ottolini, ciò che conta davvero non è l’età o la performance, ma la continuità della pratica e la volontà di stare meglio.

Il Qi Gong può essere adattato a esigenze e condizioni fisiche differenti, diventando uno strumento utile per migliorare mobilità, percezione corporea e qualità della vita anche nelle età più avanzate.

Ritrovare il rapporto con il proprio corpo

In un momento storico in cui molte persone fanno fatica a recuperare equilibrio, energia e qualità del sonno, pratiche come il Qi Gong riportano l’attenzione su qualcosa di semplice ma spesso trascurato: il rapporto con il proprio corpo.

Respirazione, movimento lento e presenza mentale non rappresentano scorciatoie o soluzioni miracolose, ma strumenti attraverso cui imparare nuovamente ad ascoltare i propri ritmi e recuperare maggiore consapevolezza nella quotidianità.

Monica Mazzoleni
Monica Mazzoleni

Farmacista formulatore, giornalista

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