Salute e Benessere

Riabilitazione nello spettro autistico

Il ruolo del corpo nello sviluppo e nell’equilibrio del sistema nervoso

Il ruolo del corpo nello sviluppo e nell’equilibrio del sistema nervoso

Comprendere la neurodivergenza e intervenire precocemente: come la riabilitazione può sostenere lo sviluppo e migliorare la qualità della vita delle persone nello spettro autistico.

 

Le interviste di Sanifutura

In questo nuovo appuntamento de Le interviste di Sanifutura incontriamo la dottoressa Sandra Schutz, medico chirurgo, fisiatra ed esperta di medicina integrata.

Con lei esploriamo uno dei temi più delicati della medicina contemporanea: la riabilitazione nei disturbi dello spettro autistico e, più in generale, nelle condizioni di neurodivergenza.

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Spesso l’attenzione si concentra sulla diagnosi, ma è ciò che accade dopo la diagnosi a fare davvero la differenza nella vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Comprendere lo spettro autistico

Il termine spettro autistico indica un insieme molto ampio di condizioni legate al neurosviluppo.

«Si parla di spettro perché include situazioni molto diverse tra loro», spiega la dottoressa Schutz. «Sono condizioni che oggi vengono ricondotte alla neurodivergenza, cioè a modalità diverse di funzionamento del sistema nervoso».

Alla base possono esserci sia fattori genetici sia fattori epigenetici. In molti casi si osservano processi infiammatori che coinvolgono non solo il cervello ma anche l’organismo nel suo insieme.

«Possiamo osservare una neuroinfiammazione a livello cerebrale ma anche un’infiammazione sistemica a basso grado», spiega la fisiatra. «Spesso si associano anche problematiche intestinali come disbiosi o intestino permeabile».

Questi fattori possono influenzare l’organizzazione delle connessioni neuronali e il modo in cui il cervello elabora gli stimoli.

 

Il peso degli stimoli sensoriali

Uno degli aspetti più caratteristici dello spettro autistico riguarda la gestione degli stimoli sensoriali.

«Molte persone autistiche vivono una sorta di rumore sensoriale», racconta la dottoressa Schutz. «Gli stimoli vengono percepiti in modo amplificato e questo può generare sovraccarico».

Nel caso dell’ADHD si osserva invece più spesso una difficoltà nella regolazione degli stimoli.

«Il sistema nervoso fatica a trovare equilibrio e la persona può vivere una condizione di instabilità sia motoria sia emotiva».

Questo spiega molte manifestazioni cliniche, dalle difficoltà di coordinazione ai problemi posturali, fino alle difficoltà nella regolazione delle emozioni.

 

Perché la riabilitazione è così importante

Proprio queste caratteristiche rendono la riabilitazione uno strumento fondamentale.

Secondo la dottoressa Schutz esistono due sistemi sensoriali particolarmente importanti su cui intervenire: il sistema propriocettivo e la fascia.

Il sistema propriocettivo trasmette al cervello informazioni sulla postura, sul movimento e sulla posizione del corpo nello spazio.

«Lavorare su questo sistema aiuta a migliorare la coordinazione, la stabilità e anche la regolazione emotiva», spiega.

La fascia, invece, è un tessuto connettivo che avvolge tutto il corpo e svolge anche una funzione sensoriale.

«La fascia è un vero amplificatore sensoriale», sottolinea la fisiatra. «Quando perde elasticità o scorrevolezza può attivare circuiti centrali di stress».

 

Intervenire presto fa la differenza

Uno degli aspetti più importanti riguarda la precocità dell’intervento.

«Prima si inizia e più si può influenzare positivamente lo sviluppo neurologico», afferma la dottoressa Schutz.

Intervenire precocemente permette di migliorare la percezione del corpo, la regolazione emotiva e la capacità di autonomia.

Tra i segnali che possono suggerire la necessità di una valutazione specialistica ci sono difficoltà di coordinazione, goffaggine motoria, problemi nella gestione degli stimoli o difficoltà nell’espressione e nell’interazione.

 

Il corpo come via per l’equilibrio

Molti interventi riabilitativi si basano sulla psicomotricità, che utilizza il movimento come strumento di sviluppo.

«Il movimento è un linguaggio del corpo», spiega la dottoressa Schutz. «Attraverso il corpo possiamo aiutare il sistema nervoso a trovare una maggiore stabilità».

Lavorare sul tono muscolare, sulla percezione corporea e sulla respirazione permette di migliorare gradualmente la capacità del cervello di filtrare gli stimoli sensoriali.

«Quando il corpo diventa più stabile anche il pensiero diventa più chiaro», osserva.

 

Il ruolo dei genitori

La riabilitazione non termina nello studio medico. Una parte importante del lavoro avviene nella vita quotidiana.

Per questo motivo è fondamentale il coinvolgimento dei genitori e dei caregiver.

«Capire come funziona il bambino permette ai genitori di accompagnarlo meglio nel suo sviluppo», spiega la fisiatra. «La psicoeducazione familiare è spesso una chiave decisiva».

 

Uno sguardo al futuro

Negli ultimi anni le conoscenze sul neurosviluppo sono cresciute enormemente.

«Quando ero studentessa si sapeva molto poco su queste condizioni», racconta la dottoressa Schutz. «Oggi invece abbiamo molte più conoscenze e strumenti per accompagnare bambini e adulti».

Secondo la fisiatra, con un approccio integrato che coinvolga riabilitazione, famiglia e contesto educativo, molte persone neurodivergenti possono costruire una vita piena e autonoma.

 

Chi è Sandra Schutz

La dottoressa Sandra Schutz è medico chirurgo, fisiatra ed esperta di medicina integrata.
Si occupa di riabilitazione neuromotoria e di disturbi del neurosviluppo, con particolare attenzione alla relazione tra movimento, sistema nervoso e regolazione sensoriale.

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